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Cosa è cambiato per gli investitori in Italia

Cosa è cambiato per gli investitori in Italia

Ultimo aggiornamento: 1 luglio 2026

L’Italia ha trascorso l’ultimo decennio cercando di reindirizzare il risparmio delle famiglie — storicamente investito in depositi e titoli di Stato — verso i mercati dei capitali nazionali e i fondi pensione a capitalizzazione. Gli strumenti sono cambiati ripetutamente; l’intento è rimasto lo stesso.

I Piani Individuali di Risparmio sono stati introdotti nel 2017: se si detiene un portafoglio idoneo per cinque anni, i guadagni sono esenti da imposta. Le norme del 2019 hanno introdotto vincoli talmente rigidi da determinare di fatto l’interruzione delle nuove sottoscrizioni, pertanto sono state abrogate per il 2020; nello stesso anno sono stati introdotti i PIR alternativi, con limiti notevolmente più elevati per gli investimenti in PMI illiquide. Parallelamente, lo Stato si è rivolto direttamente ai risparmiatori al dettaglio con i BTP Valore nel 2023, un titolo obbligazionario emesso esclusivamente per le famiglie, mentre la Legge Capitali del 2024 ha riformato le norme in materia di quotazione e governance per rendere il mercato milanese più attraente per le imprese.

La tassazione delle criptovalute ha preso una direzione opposta, e in rapida evoluzione. L’Italia ha istituito il suo primo regime specifico nel gennaio 2023, tassando le plusvalenze al 26% oltre una soglia di 2.000 euro. La Legge di Bilancio 2025 ha abolito completamente tale soglia e ha avviato un percorso di aumento dell’aliquota fino al 33% — una delle inversioni di rotta più marcate tra tutte le giurisdizioni qui trattate.

La modifica di maggiore rilevanza per la previdenza pensionistica entrerà in vigore nel luglio 2026. Ai sensi della Legge di Bilancio del 2026, i dipendenti del settore privato neoassunti dispongono di 60 giorni, anziché sei mesi, per opporre il proprio rifiuto prima che il loro TFR (Trattamento di Fine Rapporto) venga automaticamente trasferito in un fondo pensione integrativo. In un Paese in cui due lavoratori su tre non dispongono di un fondo pensionistico attivo, l’accorciamento del periodo di silenzio costituisce una spinta deliberata verso l’iscrizione automatica — e il trasferimento, una volta effettuato, non può essere annullato.

Modifiche apportate a questa sezione

Iscrizione automatica al TFR nei fondi pensione tramite procedura accelerata di «silenzio-assenso»

A partire dal 1° luglio 2026, ai sensi della Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025), i dipendenti del settore privato neoassunti avranno a disposizione solo 60 giorni per opporre esplicito rifiuto prima che il proprio TFR venga automaticamente trasferito in un fondo pensione complementare (in precedenza il periodo di silenzio era di 6 mesi). I trasferimenti verso un fondo pensione sono giuridicamente irreversibili, mentre la scelta di mantenere il TFR presso l’azienda può essere revocata in un secondo momento. Ciò spinge l’Italia verso l’iscrizione automatica alle pensioni del secondo pilastro, un cambiamento comportamentale di grande rilevanza in un Paese in cui due lavoratori su tre non dispongono di un fondo pensione attivo.

Cosa significa questo per te

I neoassunti devono decidere entro 60 giorni anziché lasciarsi trasportare dagli eventi: ora, per impostazione predefinita, il TFR viene trasferito in modo irreversibile a un fondo pensione; pertanto, tale scelta merita un confronto attivo, non il silenzio.

Pensionamento
Regolamento

Fonti: Il Fatto Quotidiano · Ministero del Lavoro

La legge di bilancio 2026 raddoppia la Tobin tax e conferma il 33 % sulle cripto

La legge di bilancio 2026 (legge 199/2025, in vigore dal 1° gennaio 2026) ha raddoppiato l’imposta italiana sulle transazioni finanziarie: gli acquisti di azioni di società italiane con capitalizzazione superiore a 500 milioni di euro sono ora tassati allo 0,2 % sui mercati regolamentati (prima 0,1 %) e allo 0,4 % fuori mercato (prima 0,2 %), mentre il prelievo sulle negoziazioni ad alta frequenza passa dallo 0,02 % allo 0,04 %; obbligazioni, titoli di Stato, fondi ed ETF restano esclusi. La legge ha inoltre lasciato salire al 33 %, come previsto, l’aliquota sulle plusvalenze da cripto-attività, ha mantenuto al 26 % i token di moneta elettronica denominati in euro (stablecoin in euro) — con la conversione euro-stablecoin non tassata — e dal 2026 fa rientrare le cripto-attività nel patrimonio mobiliare ai fini ISEE. Per l’investitore di lungo periodo la Tobin tax resta un costo una tantum all’acquisto, ma ora rende preferibile detenere azioni italiane tramite fondi ed ETF invece di negoziare singoli titoli.

Cosa significa questo per te

Chi acquista direttamente large cap italiane dovrebbe negoziare meno spesso e valutare fondi o ETF, che restano esenti; chi detiene cripto-attività dovrebbe considerare il 33 % l’aliquota stabile e verificare l’effetto dei propri saldi sull’ISEE.

Diritto tributario
Mercato

Fonti: Fisco Oggi (Agenzia delle Entrate) · Euroconference News

La Legge di Bilancio 2025 rivoluziona la tassazione delle criptovalute: abolita la soglia, aliquota al 33%

La Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024, in vigore dal 1° gennaio 2025) ha abolito la soglia di esenzione fiscale di 2.000 euro, pertanto ora anche le plusvalenze di modesta entità derivanti dalle criptovalute sono soggette a tassazione; inoltre, ha stabilito che l’imposta sostitutiva aumenterà dal 26% al 33% a partire dal 1° gennaio 2026 — un compromesso raggiunto dopo che l’aliquota del 42%, inizialmente proposta, è stata abbandonata. Un’opzione una tantum ha consentito di rivalutare le partecipazioni al loro valore al 1° gennaio 2025 mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva del 18%. Le criptovalute devono essere dichiarate nella dichiarazione dei redditi (quadro RW) indipendentemente dall’importo, rendendo la strategia di acquisto e detenzione (buy-and-hold) delle criptovalute notevolmente meno efficiente dal punto di vista fiscale rispetto ai titoli di Stato o alle azioni.

Cosa significa questo per te

Anche i guadagni di modesta entità derivanti dalle criptovalute sono soggetti a tassazione e l’aliquota sale al 33%: gli investitori dovrebbero rivalutare il ruolo delle criptovalute al netto delle imposte rispetto alle obbligazioni e alle azioni e pianificare con attenzione i momenti di cessione.

Diritto tributario

Fonti: FiscoOggi (Agenzia delle Entrate) · Fiscomania

La Legge Capitali riforma i mercati dei capitali italiani

La Legge n. 21/2024 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 12 marzo 2024, in vigore dal 27 marzo 2024) ha varato un’ampia riforma volta a rafforzare la competitività dei mercati dei capitali italiani: procedure di quotazione semplificate, una definizione di PMI estesa fino a 1 miliardo di euro di capitalizzazione di mercato e una delega al Governo per una revisione organica del Testo Unico dei Finanziari (TUF), successivamente attuata dal Decreto Legislativo 47/2026. Per gli investitori a lungo termine, la legge mira a convogliare il risparmio privato verso investimenti produttivi, a rafforzare il mercato azionario nazionale e a modernizzare le norme a tutela degli investitori.

Regolamento
Mercato

Fonti: Diritto Bancario · Altalex (D.Lgs. 47/2026 attuazione)

Viene lanciato BTP Valore, che apre un canale dedicato esclusivamente al pubblico al dettaglio per i titoli di Stato

Dal 5 al 9 giugno 2023 il Ministero del Tesoro ha emesso il primo BTP Valore, un titolo di Stato riservato esclusivamente agli investitori al dettaglio, con cedole a tasso crescente, un premio di fedeltà per il mantenimento fino alla scadenza, nessuna commissione di collocamento, l’aliquota fiscale preferenziale del 12,5% sui titoli di Stato (rispetto al 26% applicabile alla maggior parte degli altri investimenti) e l’esenzione dall’imposta di successione. Il debutto ha raccolto la cifra record di 18,19 miliardi di euro da 654.675 contratti, mentre l’emissione di marzo 2024 ha stabilito un nuovo record a 18,3 miliardi di euro. Il programma ha orientato strutturalmente i portafogli delle famiglie italiane verso la detenzione diretta di titoli di Stato e offre ai risparmiatori a lungo termine un’alternativa fiscalmente vantaggiosa e garantita dallo Stato ai depositi e ai fondi.

Cosa significa questo per te

I risparmiatori al dettaglio hanno ottenuto un’alternativa ai depositi e ai fondi, garantita dallo Stato e tassata al 12,5%: interessante per la componente obbligazionaria del portafoglio, ma da valutare attentamente alla luce della concentrazione su un unico emittente sovrano.

Prodotti
Mercato

Fonti: MEF Dipartimento del Tesoro · Milano Finanza

Primo regime fiscale dedicato alle criptovalute: 26% oltre i 2.000 euro

La Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022, in vigore dal 1° gennaio 2023) ha istituito il primo quadro normativo fiscale esplicito per le criptovalute in Italia: le plusvalenze derivanti dalle criptovalute (nuova lettera c-sexies dell’art. 67 TUIR) sono state assoggettate a un’imposta sostitutiva del 26% qualora le plusvalenze complessive superassero i 2.000 euro nell’anno d’imposta, mentre gli scambi da criptovaluta a criptovaluta di beni con le stesse caratteristiche sono rimasti esenti. La legge ha inoltre imposto l’obbligo di dichiarazione nel quadro RW e ha previsto una rivalutazione una tantum delle partecipazioni. I detentori di criptovalute a lungo termine hanno ottenuto certezza giuridica, ma devono far fronte a un onere fiscale e di rendicontazione evidente e permanente.

Cosa significa questo per te

I detentori di criptovalute devono dichiarare le proprie partecipazioni nel quadro RW e tenere traccia dei valori di acquisto: una contabilità rigorosa è diventata un requisito imprescindibile per garantire la conformità normativa.

Diritto tributario
Regolamento

Fonti: Agenzia delle Entrate (Circolare 27/10/2023) · Rivista di Diritto Tributario

PIR alternativi creati per investimenti in PMI illiquide

Il Decreto Rilancio (DL 34/2020, in vigore dal 19 maggio 2020) ha introdotto i «PIR alternativi»: piani a lungo termine esenti da imposta che investono almeno il 70% in piccole società italiane non quotate (azioni, obbligazioni, prestiti), con limiti molto più elevati rispetto ai PIR ordinari — 150.000 euro all’anno (aumentati a 300.000 euro dal DL 104/2020 nell’agosto 2020) e 1,5 milioni di euro complessivi — e la stessa esenzione fiscale totale dopo un periodo di detenzione di 5 anni. La regola dell’unicità è stata allentata, consentendo a un risparmiatore di detenere contemporaneamente un PIR ordinario e uno alternativo. Ciò ha aperto agli investitori al dettaglio con un elevato patrimonio l’accesso al mercato privato e agli asset illiquidi con vantaggi fiscali.

Cosa significa questo per te

Gli investitori facoltosi possono aumentare la propria esposizione al mercato privato esente da imposte, ma solo con capitali che consentano un vincolo quinquennale e un’effettiva illiquidità.

Prodotti
Diritto tributario

Fonti: Eddystone · IPSOA

Le restrizioni relative al PIR 2.0 congelano il mercato, per poi essere abrogate per il 2020

La Legge di Bilancio 2019 imponeva ai PIR aperti a partire dal 1° gennaio 2019 di investire il 3,5% in fondi di venture capital e il 3,5% in PMI quotate sull’AIM, vincoli talmente poco praticabili che i gestori patrimoniali hanno smesso di lanciare nuovi fondi PIR per gran parte del 2019. Tali norme sono state abrogate dal decreto legge n. 124 del 2019 (DL 124/2019): i piani aperti a partire dal 2020 devono invece detenere il 5% della quota qualificante del 70% in società non incluse negli indici FTSE MIB e FTSE Mid. Per i risparmiatori ciò ha ripristinato un prodotto PIR praticabile, ma l’episodio dimostra che le norme del regime possono variare a seconda dell’anno di apertura, con ciascun piano soggetto alle norme in vigore al momento della sua apertura.

Cosa significa questo per te

I titolari di PIR dovrebbero sapere in base a quali norme preesistenti il loro piano gode di diritti acquisiti — e considerare la mutevolezza del regime come un motivo per non concentrare eccessivamente il proprio investimento in esso.

Diritto tributario
Prodotti

Fonti: MEF · Diritto Bancario

Introduzione dei conti PIR: conti di investimento a lungo termine esenti da imposte

La Legge di Bilancio 2017 (Legge 232/2016, art. 1, commi 88-114, in vigore dal 1° gennaio 2017) ha istituito i Piani Individuali di Risparmio: Le persone fisiche residenti in Italia che investono fino a 30.000 euro all’anno (150.000 euro complessivi nel corso della vita) in piani che detengono almeno il 70% di strumenti emessi da società italiane o dell’Unione Europea beneficiano di una totale esenzione dall’imposta sulle plusvalenze e dall’imposta sul reddito, purché detenuti per almeno 5 anni, oltre all’esenzione dall’imposta di successione. La vendita prima del termine di 5 anni comporta l’assoggettamento alla tassazione ordinaria. I PIR rimangono il principale strumento di investimento a lungo termine con agevolazioni fiscali per gli investitori al dettaglio italiani, paragonabile, nella sua finalità, all’ISA britannico.

Cosa significa questo per te

Il requisito di detenzione quinquennale impone disciplina: un PIR risulta vantaggioso solo per il denaro che rimarrà effettivamente investito, poiché la vendita anticipata comporta la perdita dell’intero beneficio fiscale.

Diritto tributario
Prodotti

Fonti: Camera dei Deputati · MEF

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Per paese

Austria

L’imposta KESt del 27,5%, le criptovalute inserite nel regime fiscale ordinario, la MiFID II — e un’esenzione legata al periodo di detenzione promessa da due governi e non attuata da nessuno dei due.

Canada

L'FHSA, l'aumento dei limiti del TFSA e del Piano per l'acquisto della casa, il potenziamento del CPP, il divieto del DSC — e un aumento delle imposte sulle plusvalenze annunciato e poi annullato.

European Union

La MiFID II e i PRIIP, il divieto di pagamento per il flusso degli ordini, l’ELTIF 2.0 e il PEPP, nonché l’Unione del risparmio e degli investimenti che si sta ora costruendo sulla base di questi elementi.

Germany

La riforma fiscale sui fondi del 2018 e la “Vorabpauschale”, una detrazione fiscale raddoppiata per i risparmiatori, il boom dei piani di risparmio in ETF e le due riforme pensionistiche in arrivo nel 2027.

Switzerland

Versamenti retroattivi nel pilastro 3a, l’AVS 21, la fine dei tassi d’interesse negativi, l’abolizione del valore locativo imputato e le riforme respinte dagli elettori.

United States

Le leggi SECURE, le commissioni azzerate, gli ETF spot sul Bitcoin, il TCJA e il suo seguito del 2025, nonché le norme fiduciarie che i tribunali hanno annullato per due volte.

Per argomento

Diritto tributario

La tassazione dei redditi da investimento è in continua evoluzione: detrazioni e aliquote, la “Vorabpauschale”, i nuovi regimi fiscali sulle criptovalute e l’annullamento dell’aumento delle imposte sulle plusvalenze in Canada.

Pensionamento

Gli strumenti su cui le persone puntano davvero per la pensione: SECURE 2.0, i versamenti nel pilastro 3a, il potenziamento del CPP, l’iscrizione automatica al TFR e i nuovi fondi pensione tedeschi.

Regolamento

MiFID II, PRIIP, FIDLEG, il divieto di “payment-for-order-flow” e le norme fiduciarie bocciate in tribunale: come è stata ridefinita la vendita dei prodotti.

Prodotti

Piani di risparmio in ETF, ETF su Bitcoin a prezzo spot, conti PIR e FHSA, BTP Valore ed ELTIF 2.0: la gamma di prodotti a disposizione dei risparmiatori, e i relativi costi, continua ad ampliarsi.

Mercato

La fine dei tassi di interesse negativi, la stretta inflazionistica, il regolamento T+1 e le operazioni senza commissioni: cambiamenti che hanno stravolto i calcoli a lungo termine.

Migliori pratiche

Aspetti in cui le linee guida standard sono state riviste: costi di negoziazione pari a zero, divieto delle commissioni di vendita, informativa standardizzata sui fondi e l’impatto dei tassi reali negativi sulla liquidità.

Limiti di versamento

Modifiche ai limiti sufficientemente significative da incidere su un piano di risparmio: il raddoppio della franchigia per i risparmiatori in Germania, i versamenti retroattivi nel pilastro 3a, il TFSA, l’FHSA e le norme di recupero.